la terza guerra mondiale

La terza guerra mondiale

Aveva lasciato la festa prima che finisse. Era salito in macchina. Si era risparmiato il dovere sociale di stiracchiare qualche battuta in coda a un racconto affiorato per l’ennesima volta sulle labbra di un amico.

Fu felice di farlo, e ancora più felice di filare tra i viali deserti. L’oscurità affusolava gli angoli e sfumava il profilo dei palazzi. Qualche finestra illuminata, sebbene fosse notte fonda, testimoniava una vita che non era la sua, ancora più lontana e inaccessibile.

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Viviamo nel mondo cantato dagli arcade fire

Lo scandalo degli Arcade Fire ha fine nell’estate del 2017, con l’uscita di Everything Now. Non un disco, ma un evento: poco più di tre quarti d’ora di musica con attorno tutto l’universo extradiegetico di una band divenuta ormai un marchio, un brand globale.

Ma al di là dei giochetti di parole, delle trollate à la Everything New Corporation, e al di là pure del passaggio dei canadesi dalla indie Merge alla major Columbia… Che scandalo era, quello degli Arcade Fire?

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Che senso ha l’alternanza scuola lavoro?

di Marco Magni Il molitore di lenti Baruch Spinoza poté mantenersi dopo la sua espulsione dalla Sinagoga di Amsterdam grazie al fatto che era richiesto a tutti i membri della comunità di avere un mestiere manuale per le mani. Lui – che frequentava la scuola rabbinica, riservata ad un’élite – era anche divenuto “molitore di […]

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Come raccontare il terrorismo e ciò che viene dopo: su “I soldati delle parole” di Frank Wasterman

di Christian Raimo La prima scena di Mindhunter, la bellissima serie di David Fincher in onda su Netflix si apre con un pazzo che si barrica in casa con degli ostaggi e minaccia una strage. Sulla scena arriva Holden Ford, giovane poliziotto dell’Fbi: è lì per negoziare, per prendere tempo. Cerca di convincere l’uomo a […]

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Genova antifascista, Genova Bolzaneto, Genova Macaia

Riportiamo, per gentile concessione dell’autore, un brano di Genova Macaia, uscito per Laterza Contromano. di Simone Pieranni Quei giorni del 1960 hanno lasciato anche un ricordo nitido, pulito: tutti ricordano quei fatti e tutti ne sono, in fondo, orgogliosi. Tanto che ogni tanto si riparla dello «spirito del 1960» o qualcuno invoca «i ragazzi con […]

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Joan Didion: corpo e letteratura

Grazie a Netflix è stato finalmente diffuso il documentario su Joan Didion, ideato e diretto da suo nipote Griffin Dunne. Si chiama Joan Didion: The Center Will Not Hold, il centro non reggerà.

Il film ripercorre in modo abbastanza pedissequo ottant’anni di vita di una grande della letteratura americana del novecento, seguendo quello che la Didion ha fatto nella sua scrittura: biografia privata e storia americana si fondono, ai romanzi si alternano i saggi brevi che ha scritto nel corso degli anni: gli hippy, Charles Manson, il Vietnam, il regime in Salvador fino a Dick Chaney.

una questione privata

Scrivere di cinema: Una questione privata

minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

Milton deve morire?

di Marco Castelli

Il “nebbione” sale, coprendo le colline più basse ed i tetti dei casolari, nascondendo tanto le strade quanto le ragioni e le follie dei personaggi in uno stesso candido “mare di latte”. I colori risaltano come le gocce di rugiada sugli steli montani in questo film dalle parole centellinate, dai silenzi che si perdono tra un colpo di tosse ed una raffica di mitra, dai visi che scompaiono tra il basso bosco od il fumo di sigaretta.

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“Suttaterra”: un estratto

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal secondo romanzo di Orazio Labbate, Suttaterra, uscito per Tunué.

di Orazio Labbate

“Sei un vedovo”, sussurrava alla camera, tastando con le dita smagrite la tasca dei jeans. Il cielo di là dalla finestra si inscuriva, sopra i palazzi, come la fantasia di un demone addormentato. Fissò la scrivania. Tentò di sfondarla con le mani, solo per scuoiarsi ancora una volta la pelle. Lui la chiamava malinconia: era un mestiere, da quando la moglie Maria era scomparsa un anno prima. Tre corvi sbattevano contro la finestra, uno si era spaccato il becco riuscendo però a forare il vetro. L’uomo allora si avvicinò, raccolse quella polvere adamantina e tracciò un cerchio attorno al buco a mo’ di un mago. Poi alzò l’imposta, e si arrampicò fino a sedersi, rivolto verso l’esterno, sulla sporgenza di pietra del davanzale. Pioveva nella notte e l’acqua caduta dal firmamento tintinnava come i campanelli di una messa.

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Scavare nell’oggi

di Marco Pettenello

Questo pezzo è apparso sul numero di novembre della rivista Gli Asini, che ringraziamo (fonte immagine).

Un pomeriggio di quasi dieci anni fa camminavo per Venezia quando mi telefonò Andrea Segre. Voleva propormi di lavorare insieme al suo primo film, la storia di una barista cinese e un pescatore di Chioggia. Era un film da girare in cinese e dialetto chioggiotto, pieno di vecchi, immigrati e bazzicatori del porto econ un finale malinconico,. Lessi le pagine che aveva scritto e gli dissi di sì, che ci avrei lavorato volentieri. “Occhio però”, aggiunsi un po’ per scherzo, “stai prendendo una strada difficile”. Lui rispose: “Sì lo so, ma è la mia strada”.

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Perdersi nella realtà: “Libro dei fulmini” di Matteo Trevisani

Quando, nell’antica Roma, un fulmine colpiva la terra nel pieno della notte, questo fatto era interpretato come un segno particolarmente funesto. Secondo l’interpretazione antica, infatti, i fulmini notturni venivano scagliati da Summano, una divinità infernale che presiedeva ai fenomeni atmosferici della notte, e si riteneva che tali eventi aprissero un canale di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Per porre rimedio a questo sconvolgimento e ripristinare l’ordine precedente, i sacerdoti compivano una vera e propria cerimonia di riparazione: sotterravano le tracce del fulmine caduto con tutto ciò che esso aveva colpito, e sulla sepoltura ponevano una lastra di marmo con sopra la scritta FCS, ovvero «Fulgur Conditum Summanium», «qui è stato seppellito un fulmine di Summano».